Descrizione
Il confine non è soltanto una linea tracciata sulle mappe: è una soglia viva, un punto in cui lidentità si incrina, si interroga, entra in crisi. È proprio ai margini che nascono le ibridazioni, dove accenti e culture si sfiorano e si trasformano a vicenda. Se sono evidentie spesso insormontabilii muri materiali da attraversare per raggiungere laltro o per migrare altrove, altrettanto concreti e difficili da scalfire sono quelli simbolici: barriere sociali, disuguaglianze, distanze invisibili che separano anche chi abita gli stessi spazi. Ma questo decimo numero di Arabpop, Mappe e confini, dimostra che le cartografie si possono anche sabotare, distorcerecome nelle opere di Razan al-Salah e Mona Hatoumo, nel caso dellartista egiziano El Masry, sovraricamare per svelarne i processi di potere che le producono. Diventa allora possibile metterle in discussione, aprire varchi e far franare la solidità dei confini, incrinare l'idea che possano esistere confini stabili entro cui leggere corpi, identità e appartenenza: dallinafferrabilità delle frequenze radio di Radio Alger durante la rivoluzione algerina o di Radio Alhara a Betlemme, in Palestina, alla migrazione di piante e semi nellarea subsahariana fino alle ibridazioni dei corpi chedal Libano ai Caraibiriflettono la porosità delle identità diasporiche in continuo scambio e trasformazione. Le tante Palestine disseminate nel mondo raccontate dalla scrittrice Lina Merouane, e la storia della ferrovia che un tempo connetteva Gerusalemme a Beirutche nulla a che vedere con una nostalgia coloniale, ma piuttosto con un sogno che persistechiudono lintreccio di voci che, in questo numero, mostrano mappe e confini nella loro natura polivalente: strumenti che ordinano e feriscono, che tracciano separazioni e producono esclusioni, ma anche superfici instabili, permeabili, e da cui è ancora possibile (ri)partire.
| Editore: | Tangerin Editrice |
| Codice EAN: | 9791282493017 |
| Anno edizione: | 2026 |
| Anno pubblicazione: | 2026 |
| Dati: | 128 p., brossura |





