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«Classi pericolose». Le matricole di Regina Coeli e la repressione penale e sociale in Italia a fine Ottocento Ultime Pezzi

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Descrizione

In «Classi pericolose» in attesa di giudizio, Cristina Badon fornisce uninnovativa prospettiva del movimento anarchico, capace di suscitare, nel tardo diciannovesimo secolo, il sostegno di molti italiani. Lautrice impiega nuovi approcci di storia delle prigioni per costruire un ritratto politico e sociale di quei soggetti che, secondo le autorità dello Stato, sposarono unideologia radicale della rivoluzione violenta. Benché gli anarchici cercavano di finirla con lineguaglianza sociale abolendo lo Stato, essi erano eterogenei nelle loro credenze e metodi. Ciò è vero specialmente a Roma, in cui la classe lavoratrice era caratterizzata da un alto grado di individualismo e da un basso livello di organizzazione. Alcuni sostenevano la causa della violenza, incluso lomicidio dei pubblici ufficiali, ma molti prefiguravano una transizione pacifica a una società di piccole comunità egualitarie. Nonostante questa diversità, gli anarchici dovettero fronteggiare successive ondate di repressione da parte della Polizia, che arrestò indiscriminatamente un largo numero di romani come persone sospette, anche se non avevano commesso crimini.

Editore: pbv edizioni
Collana: Storia e territorio
Codice EAN: 9791281697171
Anno edizione: 2024
Anno pubblicazione: 2024
Dati: 270 p., brossura